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Personal Brander: chi è e cosa fa

personal brander

In realtà, il Personal Branding è un’attività legata all’immagine delle persone ma un buon professionista può adattarsi a fare Branding anche al singolo prodotto

Fare Personal Branding significa, nella sua accezione pura, curare l’immagine di una persona, creare per quella persona un biglietto da visita online costituito dall’opinione generale che gli utenti della rete possono averne, dando maggiore rilievo alle migliori caratteristiche professionali ed umane di quella persona.

Un bravo professionista saprà come curare l’immagine di un cliente, sia esso persona o prodotto, adattando le stesse tecniche applicate al Personal Branding per un individuo, all’immagine (Brand) di un determinato prodotto che necessita di essere conosciuto in rete per essere venduto. In sostanza si può fare Branding sia ad una persona che ad un prodotto, in contesto in cui il Brand diventa il prodotto stesso.

Il paradosso del professionista del Personal Branding è che lui per primo deve applicare su sé stesso le tecniche di Personal Branding e la misura della sua bravura sarà data dal numero di clienti che troverà e dal successo ottenuto con questi, siano essi persone, aziende o prodotti.

Si tratta proprio del caso tipico in cui un buon uso dei motori di ricerca ci potrà dare la misura dell’affidabilità di un professionista: tanti più clienti troveremo che sono stati serviti da lui, tanto più sarà stato abile a costruire la propria immagine per vendere il suo lavoro e le sue prestazioni. Tipicamente, sul lavoro di un ottimo professionista, difficilmente troveremo molte recensioni negative.

Certo, la vita del Personal Brander è dura. Lui per primo deve prestare la massima attenzione alla sua presenza in rete. Ad esempio, difficilmente potrà lasciarsi andare sui social, troppo alto è il rischio che un’incomprensione possa danneggiare la sua immagine, che poi è il suo biglietto da visita professionale.

Il Personal Brander, quindi, dovrà curare la propria presenza in rete come fosse cliente di sé stesso, cercando di individuare il proprio target e stabilendo un progetto di miglioramento e consolidamento dell’immagine da perseguire giorno per giorno, di pari passo al procedere del successo professionale. Più in alto si sale, maggiore è il rischio di farsi male davvero in caso di caduta, no si potrà mai abbassare la guardia se si decide di intraprendere questa difficile carriera.

E, in fondo, è anche giusto. Un professionista di questa attività si ritrova in mano il lavoro ed il futuro di altre persone, delle quali dovrà curare al meglio l’immagine, il Brand. Se non riesce a curare la propria come potrà prendersi la responsabilità dell’immagine altrui e rimanere a galla?

Personal Brander, un professionista votato suo malgrado a sé stesso per poter lavorare sugli altri, un professionista costretto a non sbagliare mai e ad avere un piano B pronto per qualsiasi evenienza, perché nessuno non sbaglia mai e lui ha la necessità di poter riparare in tempo reale a qualunque errore. Vita dura, dunque, ma che può essere ricca di soddisfazioni se si è disposti a grandi sacrifici personali sul piano del tempo libero e si è capaci di lavorare con la massima attenzione ai dettagli.

Certo, non è un lavoro che si può improvvisare, come abbiamo visto, occorrono esperienza, conoscenze dettagliate della rete e dei suoi meccanismi, capacità di interazione sui social, e quella di costruire un quadro globale dell’immagine del proprio cliente per poi sapere dove intervenire. Un buon Personal Brander non dovrebbe avere difficoltà a reperire i propri clienti e ad accontentarli, sia pure a prezzo di tanto tempo e dedizione al proprio lavoro.

Il modo migliore per avviarsi su questa carriera consiste nell’apprendere le basi per potersi poi proporre come allievo e collaboratore a qualche bravo professionista.

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