Ultimi commenti
• re Make your own life easier take the business loans and all yo...
|
|
11/07/11 01:59
|
|
EstellaHiggins |
Archivio
-
Luglio, 2010
-
Maggio, 2010
-
Aprile, 2010
-
Marzo, 2010
-
Febbraio, 2010
-
Gennaio, 2010
-
Dicembre, 2009
-
Novembre, 2009
-
Ottobre, 2009
-
Settembre, 2009
|

Geocities, a lungo il più grande sito di Web Hosting del mondo, sugli scudi per circa 15 anni, chiuderà i battenti a partire dal 26 ottobre prossimo. Ad annunciarlo la chiusura è Yahoo! l’azienda che lo aveva rilevato nel 1999 per la considerevole cifra di 3 milioni di dollari. L’operazione fa parte di un programma di tagli ai servizi giudicati inutili o troppo costosi e il servizio, come molti altri, non era più all’altezza delle sfide e delle esigenze poste dal Web 2.0. E intanto gli utenti sono stati invitati a trasferire il proprio sito su “Yahoo! Web Hosting”, al costo 4.99 dollari al mese.
Il servizio era nato nel 1994, ad opera di David Bohnett e John Rezner, ed è stato uno dei primi ad offrire uno spazio gratuito e gli strumenti per mettere on line piccoli siti web, organizzati per città (da qui il nome) e quartieri. Gli utenti potevano quindi decidere dove piazzare la propria pagina a seconda del contenuto. Ad esempio a Silicon Valley i siti su computer e tecnologia e a Hollywood quelli sul cinema. Si trattava di spazi da pochi megabyte, ma tanto bastava per il web 1.0 e prima dei blog e dei social network aveva dato la possibilità a tutti di esprimere la propria opinione e di muovere i primi passi su Internet.
La chiusura del servizio era stata in realtà annunciata dalla società proprietaria già lo scorso aprile, e rientra nelle strategie aziendali dell’amministratore delegato Carol Bartz, che ha predisposto un taglio del personale del 5 % dopo che il primo trimestre di quest’anno ha fatto registrare un calo dei profitti netti del 78 %. Gli utenti sono stati quindi invitati a trasferirsi su Yahoo! Web Hosting che, come vuole la nuova strategia aziendale, è un servizio a pagamento. È probabile però che molti tra gli utenti attuali preferiranno piuttosto trasferirsi sul altre piattaforme che continuano a rimanere gratuite.
Oltre che un segno della crisi che ha colpito la compagnia californiana, però, la chiusura di Geocities è anche il segnale che sta finendo un’era del Web e si possono cominciare a chiudere i prodotti più antichi, anche quando sono stati i primi e godono di un’aura ormai mitica. Internet cambia e si evolve assieme agli sviluppi tecnologici da un lato ed ai bisogni dell’utenza che ai primi si accompagnano, dall’altro e ciò che non è più adeguato a entrambi è destinato irrimediabilmente al tramonto.
Fonte: pctuner
 |
|
|
|