PAVIA. «Mia moglie ha un amante su internet». Con questa motivazione un marito si è presentato al giudice per chiedere il divorzio. L’uomo avrebbe raccolto tutto il materiale dal computer, che la donna, secondo il racconto, avrebbe lasciato acceso, e si è rivolto a un legale. L’uomo incolpa la moglie di «essere venuta meno al dovere coniugale». La vicenda riguarda due medici di Pavia, ma non è una rarità. Sono molti i casi di coniugi che si presentano davanti al giudice del Tribunale civile e chiedono di mettere fine al loro rapporto sulla base di messaggi o foto compromettenti. Il fenomeno, in base alle storie che emergono dagli studi legali, è più ampio di quanto si pensa. Chat, siti di incontri, ma anche gli sms del telefono, sono spesso all’origine di contrasti all’interno della coppia, se non di vere e proprie rotture. Come è capitato a due professionisti, entrambi medici, abbastanza conosciuti in città. Lui ha chiesto il divorzio dichiarando al suo legale di avere scoperto, attraverso un computer, messaggi e foto compromettenti della moglie. Per ragioni di privacy, la faccenda è rimasta ben protetta nei faldoni del giudice e degli avvocati coinvolti. La scoperta del marito sarebbe stata fatta per caso, attraverso un computer lasciato acceso. Avrebbe notato che sullo schermo erano stati aperti alcuni programmi, tra cui una chat. Insieme ai messaggi sarebbero state presenti anche alcune foto. Gli scambi e i dialoghi, secondo il racconto di lui, avvenivano tra la moglie e altre persone. «Un tradimento vero e proprio», ha spiegato al suo avvocato. La battaglia legale è appena iniziata. Perché davanti al giudice dovrà essere dimostrato non solo che le foto e i messaggi esistono davvero, ma anche che il presunto «tradimento» sia stata la vera causa della fine della storia. Fonte: Repubblica.it
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