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Potrà esserci un appuntamento per la comunità Mac senza l'appeal di Apple e Steve Jobs? Apple ha deciso che la sua partecipazione al Macworld Conference & Expo 2009 sarà anche l’ultima: è la notizia del giorno e quella che tutta la comunità Mac sta commentando in queste ore. Le sensazioni più comuni sono che di per sé la decisione non sia sorprendente, ma sia comunque un peccato che sia stata presa. In ottica commerciale l’abbandono delle fiere di settore non è come dicevamo una sorpresa: Apple ne aveva già abbandonate alcune importanti - una per tutte, il NAB - e ha spiegato abbastanza chiaramente che ormai ha messo in piedi due canali propri - gli Apple Store e il sito Apple.com - in grado di catturare efficacemente l’attenzione dei suoi potenziali clienti. Cupertino lascia poi intendere che per gli annunci più importanti farà come ha fatto in altre occasioni: organizzerà volta per volta un evento specifico tutto suo che può controllare completamente. In questo, sottolineano gli analisti, non ha certo problemi.
La decisione mette in dubbio la sopravvivenza di una manifestazione - il Macworld Expo - che se in effetti ruota intorno ad Apple, non è però costituita solo dall’azienda di Cupertino ma anche dalla galassia delle aziende che producono hardware e software per Mac, iPod e iPhone. Per il Macworld Expo rischia di ripetersi ciò che successe quando l’edizione estiva della manifestazione, che allora si teneva due volte l’anno, venne spostata da New York a Boston. Apple decise di non partecipare più all’appuntamento estivo a causa di questo cambiamento, e senza Apple l’edizione di Boston durò solo due anni. Paul Kent, vice presidente e general manager di IDG World Expo, che organizza il Macworld Expo, non è d’accordo che il ritiro di Apple segnerà la fine della manifestazione. Kent ha sottolineato che il Macworld Expo 2009 si preannuncia con un buon numero di presenza e con circa cinquecento espositori, e che la manifestazione resta impegnata a servire gli interessi della comunità Mac sin dall’appuntamento sucessivo nel 2010, il primo senza Apple. Come spiega Kent, in effetti, il Macworld Expo resta la manifestazione principale per le aziende che vogliono mostrare i propri prodotti e anche per gli utenti e gli sviluppatori che cercano novità e percorsi di formazione.
Tutto probabilmente si gioca su quanto il Macworld Expo saprà reinventarsi: da una fiera in cui c’è un momento clou (il keynote di Steve Jobs) e la certezza di un annuncio rilevante (che per Apple diventa obbligatorio) che mette in secondo piano tutto il resto a un evento, molto probabilmente più contenuto, in cui tutte le altre aziende espositrici avranno spazio e rilevanza maggiore. Sempre che, ovviamente, queste stesse aziende si sentano motivate a partecipare a un evento che non ha più come richiamo la presenza di Cupertino. È pensabile? Certamente sì. Un evento come il Macworld Expo, e come tutte le altre più importanti fiere di settore, in realtà non è fatto solo di annunci e prodotti ma di relazioni e rapporti che ragionevolmente si possono instaurare e mantenere solo in occasioni del genere. Se così non fosse le fiere di settore sarebbero già sparite tutte, ed evidentemente così non è stato. Macworld Expo 2010 dovrà provare che il mondo Mac-oriented sa fare comunità anche senza mamma Apple: se questo non dovesse accadere allora sì che i pessimisti avrebbero avuto ragione.
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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Dicembre 2008 22:37 |
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