1,06 miliardi di Euro, è questo l'importo della multa a Intel, punita dall'Antitrust europeo per aver abusato della posizione dominante e per aver utilizzato pratiche illegali contro la concorrenza. AMD esulta, ma Intel promette battaglia.
La Commissione Europea, come come ci si aspettava, ha pesantemente sanzionato Intel per aver abusato della propria posizione dominante e per aver agito in modo scorretto contro la concorrenza. La maxi-multa di 1,06 miliardi di Euro ha stabilito un nuovo record, superando quella di 899 milioni di Euro affibbiata a Microsoft lo scorso anno. Nel dettaglio, secondo la Commissione UE Intel è colpevole di aver adottato una strategia illegale per impedire al suo principale concorrente, AMD, di guadagnare quote di mercato. Intel avrebbe applicato sconti “occulti” ad alcuni tra i principali produttori di Pc, come Acer, Dell, HP, Lenovo e NEC, per far sì che adottassero per la maggior parte dei loro sistemi solo i processori dell’azienda di Santa Clara, arrivando addirittura a pagarli per ritardare o cancellare il lancio dei computer basati sulle Cpu di AMD.
Inoltre Intel è anche accusata di aver pagato uno dei più importanti rivenditori nel settore dell’elettronica di consumo, la tedesca Media Saturn Holding, per ottenere che distribuisse solo sistemi “Intel based”. Media Saturn Holding possiede anche le catene Media World e Saturn presenti in Italia, e in effetti, ancora oggi, se si osserva il catalogo online delle loro offerte non c'è traccia di sistemi basati su processori AMD. La Commissione EU ha inoltre intimato ad Intel di interrompere immediatamente le pratiche illegali per cui è stata multata. Secondo l’accusa, Intel avrebbe applicato queste pratiche illegali fra il 2002 e il 2007: su ordine dell’Antitrust gli uffici europei di Intel, con sede a Monaco, erano stati perquisiti per due volte, nel 2005 e nel 2008, così come quelli di Media Saturn Holding. Paul Otellini, presidente e CEO di Intel, ha dichiarato di essere molto contrariato dalla decisione della Commissione, affermando inoltre di ritenere di non aver violato nessuna legge europea, aggiungendo che “in un mercato competitivo in cui ci sono solo due fornitori, il successo di un’azienda va naturalmente a discapito dell’altra”.
Secondo Otellini, inoltre, i consumatori non sono stati danneggiati in alcun modo, preannunciando il ricorso in appello. Di tutt’altro umore, ovviamente, AMD, il cui presidente EMEA Giuliano Meroni ha dichiarato: “la decisione odierna della Commissione Europea contribuirà a creare un nuovo equilibrio, diminuendo il potere di mercato di un’impresa che abusa della propria posizione dominante a favore dei produttori di computer, dei rivenditori e degli utenti finali”. Fonte: ComputerMagazine.it
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