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Dec
28
2008
10 buoni motivi per non aggiustare il pc degli amici PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe D'Onofrio   


Ecco 10 buoni motivi per cui è sconsigliato aggiustare il pc degli amici.

1-  Diventi automaticamente disponibile sempre e per sempre; a qualunque ora del giorno e della notte, ovunque tu sia: al lavoro, sotto la doccia…
“Pronto, ciao ti disturbo?”
“Beh in questo momento sono in barca in ferie…”
“Ah… ma tanto tu fai presto in queste cose. Senti ho il computer che quando lo accendo mi da errore 000×32F33. Cosa può essere? Sono disperato…”
“Si, ma sono in mezzo al mare”
“Va bene. Dimmi cosa devo fare…”

2- Diventi oggetto di una catena di passaparola selvaggio.
“Aspetta che lo chiedo a un mio amico, lui di sicuro lo sa. Poi è molto alla mano e se ha tempo ti da una mano volentieri.”

3- Diventi automaticamente il responsabile e amministratore del PC
“Ti ricordi che l’anno scorso mi avevi installato quel programma per vedere i filmati? Ecco, stamattina, vado ad accendere il PC e non si accende più, cosa può essere successo? Non è che hai fatto qualcosa di strano?”

4- Devi conoscere tutti i programmi e tutti i sistemi operativi esistenti sul pianeta. Da Blender al GWBASIC, da Windows ME alle più improbabili distro di Linux. Dovrai saper fare tutto di tutto: non sono ammesse lacune per chi “conosce il computer”
“Senti, scusa se ti disturbo, ma ho un problema: come faccio ad importare un audiolibro con Itunes?”
“Guarda, mi dispiace, ma non ho l’Ipod e Itunes non lo conosco”
“Dai che tu ci capisci di sicuro più di me. In due minuti tu fai tutto…”


5- Diventi, per esteso, la prima persona da consultare per tutto ciò che funziona a corrente elettrica
“Ciao, scusa se ti disturbo, ma ho l’home theatre della sala che non funziona più bene. Tu guardi anche quelle cose lì? Perchè è da qualche giorno che si sente un fruscio dal vufer e magari bisogna solo cambiare un fusibile…”



6- Vieni visto come uno spacciatore di hardware
“Ciao, scusa se ti disturbo, volevo comprarmi un PC portatile, tu non è che hai delle bazze?”
“No”
“Come no? Lavorando nei computer vuoi che non ti passi sotto mano qualche occasione? Beh se hai qualcosa fammelo sapere, intanto mi daresti un’occhiata a dei preventivi che mi sono fatto fare?”

7- Devi sempre navigare nell’ignoto.
“Ciao, scusa se ti rompo, ma il PC non va più”
“Come non va più? Non si accende o cosa?”
“No no, si accende ma poi non va”
“Cos’è che non va? Il sistema operativo?”
“Io non ci capisco mica niente… non va”
“Ma che sistema operativo hai?”
“Cosa vuoi che ne sappia io che sistema operativo ho….cos’è il sistema operativo? Dove devo leggere? Guarda, fai prima se vieni qua a dare un’occhiata, aspetto, vai tranquillo, va bene anche stasera dopo il lavoro…”

8- Lavorerai sempre gratis… se va bene!
Al di là di qualche caffè offerto, non vedrai mai un soldo. Di sicuro, però, ne spenderai: viaggi, telefonate, probabilmente anche cavetti, vecchi componenti, batterie, viti, ecc…

9- Grazie alla tua disponibilità, sarai sempre sottovalutato e verrai classificato al massimo come “smanettone”.
I “tecnici”, quelli veri, fanno le stesse cose che fai tu (forse con meno cura), ma prendendo 80 euro all’ora, saranno visti come semidei.

10- serve davvero un decimo motivo?

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Dicembre 2008 01:35
 
Dec
22
2008
La rete delle rate e i trucchi delle finanziarie (ovvero attenti al “prendi oggi e cominci a pagare in comode rate fra sei mesi”) - Centri Commerciali PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe D'Onofrio   

Vi siete mai chiesti perchè nei grandi centri commerciali gli sconti per acquisti di elettrodomestici, tv, hifi ecc. siano riservati esclusivamente a chi chiede un finanziamento? Non vi sembra strano che chi vuole pagare in contanti debba corrispondere l’intera cifra senza alcuno sconto?

Facciamo un esempio. Prendiamo un TV color del costo di 700 euro. Il rivenditore, sia che paghiate in contanti sia che richiediate un finanziamento, incassa sempre 700 euro. Se chiedete un finanziamento, tuttavia, potete fruire di uno sconto che oscilla di solito intorno al 20%. L’importo dello sconto, in questa ipotesi pari a 140 euro, ve lo regala la finanziaria. Non solo, pagherete a rate o in una unica soluzione solo fra sei mesi!

E allora, tutte le finanziarie SANTE SUBITO?

Occhio gente. Cercate almeno di capire perchè la finanziaria vi getta l’amo. E imparate a mangiare la mosca che fa da esca, senza restare impigliati all’amo!

 

Anche beppe grillo ne parla

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Gennaio 2009 03:26
 
Dec
15
2008
Ecco alcune FAQ sul blog PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe D'Onofrio   


1. Che cosa sono i blog?

I blog sono tante cose insieme. Innanzitutto sono uno strumento semplicissimo per pubblicare contenuti in Rete. Proprio la semplicità di utilizzo è stata la chiave del loro successo, perchè oggi chiunque può essere editore di se stesso. Per gestire un blog non sono necessarie competenze particolari nè è necessario conoscere linguaggi di programmazione e/o demarcazione. Se sei stato in grado di arrivare su questa pagina, potrai tranquillamente fare un salto qui o qui per aprire il tuo blog. Vedrai che è semplicissimo.
Ma i blog non sono solo lo strumento. Sono un metodo di relazione sociale, un sistema di condivisione della conoscenza, un archivio della propria storia intellettuale e tantissime altre cose insieme. Per saperne di più, leggi le risposte alle altre domande.

2. Non capisco nulla di feed, aggregatori, rss e altre diavolerie simili. Posso lo stesso aprire un blog?

Certo. I blog nascono come strumenti semplicissimi per la pubblicazione di contenuti online. Come tutte le tecnologie, hanno creato una serie di bisogni accessori che i programmatori hanno cercato di assecondare con nuove funzionalità. Questo ha portato con sè un costo in termini di complessità, ma (alla fine) è come con il videoregistratore. Per poter vedere il film è sufficiente premere il tasto play. Con il tempo, se ti serve, potrai divertirti a scoprirParte Seconda. Le domande del giornalista.

3. I blog sono uno sfogo di narcisismo?

In un blog c'è lo stesso tasso di narcisismo presente in qualsiasi attività in cui qualcuno esprime pubblicamente la propria opinione o racconta agli altri delle storie. Questa componente di narcisismo è fisiologica ed utile, altrimenti tutti staremmo in silenzio. La novità, se se ne vuole per forza cercare una, è che (per la prima volta nella storia dell'uomo) con il blog tutti possono avere un'opinione pubblica o uno spazio condiviso in cui raccontarsi.


4. I blog sono una rivoluzione?

I blog non sono assolutamente una rivoluzione. Sono, piuttosto, una tecnologia di passaggio nell'evoluzione della comunicazione sociale, che tende a dare voce a tutti. Domani, probabilmente, avremo una tecnologia più efficace.

5. I blog sono un'alternativa al giornalismo?

Tecnicamente il lavoro del giornalista e l'attività del blogger hanno lo stesso contenuto, ovvero l'informazione. Tutti i blog fanno informazione (persino raccontare la propria vita è informare), anche se alcuni adottano scelte editoriali più simili a quelle tradizionale dei siti di news. Nemmeno in questi ultimi casi, tuttavia, è possibile un paragone con il giornalismo propriamente considerato (persino nel caso in cui il blogger sia un giornalista professionista).
In un blog cambiano modalità, tempi e fattori tecnici, ma soprattutto il blogger rappresenta solo se stesso e partecipa ad un sistema collettivo di confronto e di costruzione di senso. Io sono convinto che sia sbagliato utilizzare per il blog la metafora del 'giornale personale: è la blogosfera -piuttosto- ad essere la grande testata, il grande contenitore che contiene migliaia di rubriche personali. Questo modello, tra l'altro, prevede anche una modalità di correzione (se un blogger scrive una cosa inattendibile, un altro blog lo correggerà immediatamente lasciando al lettore la possibilità di giudicare l'argomentazione più convincente).
Più che un giornalista, il blogger è un 'opinionista' che condivide liberamente le sue impressioni sul mondo. In fondo ogni cittadino, in una società libera, ha diritto ad esprimersi esattamente come ne ha diritto qualsiasi prestigioso editorialista di qualsiasi prestigiosa testata. Ovviamente, il valore delle sue opinioni sarà proporzionale alla capacità di averne e di esprimerle.
L'impatto del blog non è massivo, naturalmente, ma arricchisce un sistema di piccoli circoli di lettura e partecipa all'affermazione di un modello di informazione a rete, che ha il vantaggio di essere indipentente e non condizionato perchè frutto dichiarato di punti di vista individuali.
Nella prospettiva generale dell'Informazione (intesa come sistema) il ruolo dei blog (come sistema) è quello di fare da 'controcanto critico' rispetto ai media tradizionali. Io, abitualmente, leggo i giornali, guardo il TG, poi faccio un giro per vedere cosa se ne dice in rete. Sembrerà strano, ma molto spesso ne esco con una opinione diversa. O almeno con un sano dubbio.
Questo ruolo, imho, oggi è importantissimo. Per dirla con Raffaele Fiengo (Corriere della Sera):

[...] "Nel mercato globale, l'indipendenza è anche un valore economico. Dunque anche il circuito alternativo [di informazione] non professionale è assai importante."
Anche se ci sono moltissimi segnali positivi (facilmente monitorabili sul versante del giudizio politico, o del crescente interesse verso la 'nuova critica indipendente' letteraria, musicale e cinematografica), non sono tutte rose e fiori. La gestione di questo ruolo di 'osservatorio informante', secondo Alessandro Zaccuri (L'Avvenire):
[..] non è priva di rischi. Il principale consiste nella tendenza della controinformazione a presentarsi come informazione tout court, venendo meno al 'patto critico' (nel senso, cioè, di un comune esercizio del senso critico) che sta all'origine della pratica del Weblog. Questo succede in particolare quando la controinformazione viene scimmiottata come fenomeno di tendenza e immessa nel circuito dei media generalisti ai quali, per definizione, è destinata a rimanere estranea. La difficoltà, in questo momento, non consiste tanto nel fare (contro)informazione sulla Rete, quanto nel non contraddire lo spirito 'libertario' della Rete stessa.
[Cfr.: Noi e le nuove comunità che raccontano il mondo: tavola rotonda sull'informazione in rete, Internet News, febbraio 2004 - non ancora online]

6. I blog sono dei diari online?

Non farti fuorviare dalla traduzione log=diario. I weblog sono dei CMS (Content Management System, strumenti di gestione dei contenuti) e quindi possono potenzialmente contenere qualsiasi cosa. Dai fatti personali alle teorie cosmogoniche. Se decidi di parlare dei blog focalizzando l'attenzione sul contenuto, per favore, specifica bene che 'alcuni' blog (e solo alcuni) hanno quel tipo di contenuto. O ci farai la figura del fesso (ma, visti i precedenti, sarai in buona compagnia).

7. Il blog è l'angolo del dilettante?

I blogger sono decine di migliaia in Italia, milioni nel mondo. Ognuno di questi esprime se stesso nella maniera che ritiene migliore e ottiene i risultati che gli competono. Si potrebbe sottolineare che esiste un diritto all'espressione che non può essere condizionato da fattori qualitativi (almeno finchè la qualità non sia misurabile con criteri oggettivi). Ma non è necessario. Sono sicuro che non hai voglia di fare la figura del babbione associando in un unico giudizio alcune migliaia di 'opere' diverse tra loro (sebbene unite dalla casualità di essere pubblicate con lo stesso strumento).

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Dicembre 2008 01:43